I Maestri – Samuele Valerio

i Maestri: Samuele ValerioDal GIORNALE DI BRESCIA dell’8 settembre 2008

SE N’È ANDATO AD APPENA 62 ANNI

Centravanti di Falck e Imperia e pilota: addio a Samuele Valerio
Quando erano gli anni della spensieratezza aveva saputo mediare tra gli studi in medicina e lo sport, poi – quando è venuta le stagione delle cose importanti – ha dato il meglio di sè come odontoiatra e come professore a contratto di odontoiatria all’Università di Parma, esprimendo nel lavoro quello stesso perfezionismo che in giovinezza aveva saputo mettere nel calcio come centravanti e nell’automobilismo.
Samuele Valerio nel 1969 era stato campione italiano di Gruppo 1 classe 1300, vincendo il titolo all’ultima gara a Vallelunga con una macchina preparata dal veronese Sanetti; nel 1972 è secondo nel campionato italiano Gruppo 2 e l’anno dopo è di nuovo campione italiano, sempre con un’Abarth 850, con una macchina curata dal parmense Baistrocchi che Valerio aveva avvicinato nella città in cui poi si sarebbe laureato in medicina.
Erano gli anni di un automobilismo genuino, fatto di pochi sponsor e qualche disinteressato mecenate che si appassionava a questo o quel pilota, espressione di un dilettantismo che la domenica sera finiva e riprendeva quella dopo. Accadeva così che a qualcuno, più veloce di altri, talvolta il presidente della scuderia affidasse la macchina “buona”, come accadde nel 1972, quando a Valerio la scuderia Mirabella, per i cui colori aveva sempre corso, mise in mano una Chevron 2000 curata dal preparatore vicentino Trivellato. E Samuele anche quella volta non ha tradito la fiducia, arrivando quarto alla cronoscalata della Maddalena.
Aveva lo sport nel dna “Sam”, perchè d’estate correva in macchina e d’inverno giocava a pallone: la formazione religiosa avviene all’Oratorio della Pace, dove aveva fatto anche parte del Collegium Tarsicii, quella calcistica alla Voluntas prima di diventare centravanti dell’Imperia e della Falck dove si guadagnò il soprannome di Hitchens.
C’è una frase dell’ex pilota scomparso ieri che si legge nella monografia edita per i 40 ani della Scuderia Mirabella, là dove dice: “Il più bel ricordo di quegli anni? Ne ho tanti: ma più di una vittoria o di una corsa, il piacere di stare insieme… per discutere e confrontarsi con chi aveva la tua stessa passione”.E qui c’è tutto il ragazzo che sapeva esprimere sentimenti importanti: amicizia, lealtà, ottimismo e generosità. Ieri il suo ultimo traguardo ad appena 62 anni.

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